Tutti insieme appassionatamente
Qualche giorno fa avevamo riportato della notizia che le maggiori banche centrali si sono recentemente coalizzate per contrastare gli effetti della crisi dei mutui subprime, e della conseguente mancanza di liquidità del sistema bancario.
La gravità dell’attuale situazione è facilmente desumibile dal fatto che una cosa del genere non era mai accaduta prima d’ora.
Al momento però, anche se gli interventi sono stati particolarmente corposi, martedì la Bce ha immesso nel sistema qualcosa come 350 miliardi di euro, i risultati non sono finora stati all’altezza delle aspettative. Anzi.
Per il 2008 si teme un aggravamento della crisi. Anche perché il caro petrolio, i petrolieri devono pur recuperare quanto perdono dall’essere pagati in dollari, sta spingendo all’insù i prezzi.
Si apre a questo punto un dilemma. Con prezzi in crescita è possibile venire incontro alle richieste di liquidità abbassando i tassi?
Per ora la risposta è stata no (almeno per quello che riguarda la nostra Bce), per questo sono stati usati canali alternativi per immettere denaro fresco. Ma visto che questa strategia non sta dando i frutti sperati, è possibile che nel futuro prossimo il costo del denaro scenda.
Anche perché l’autorità massima in questi casi, il mercato, non crede, e lo si desume dai tassi a tre mesi, che non accennano a scendere, da un lato che questa strategia possa funzionare, dall’altro che durerà.
20 / 12 / 2007