Tutta colpa della Cina  Anzi, tutta colpa dello yuan. Sarà poi vero? Ogni volta che
in occidente si parla di bilancia dei pagamenti, si accusa la Cina. Lo fanno
periodicamente gli Stati Uniti, adesso è il turno dell’Ue.
Il lussemburghese Juncker ha annunciato, a margine della
riunione dei ministri finanziari dell’area euro, che farà presente agli amici
cinesi che, se gli è sfuggito, la situazione della moneta dell’ex Impero
celeste inizia a diventare critica, e che tocca anche a loro iniziare a
prendersi le proprie responsabilità. Questo a causa della diffusione della
notizia che quest’anno il deficit commerciale Ue supererà quello americano.
Previsione. I cinesi abbozzeranno un sorrisino malizioso e
poi andranno avanti come se niente fosse. Fine della storia.
È lapalissiano che il cambio dello yuan sia clamorosamente
sottovalutato, ma le periodiche ramanzine, che non sfociano mai in qualcosa di
ufficiale, sembrano dirette per lo più a rassicurare i produttori occidentali.
Quelli che direttamente pagano lo scotto del made in China.
Mai che nessuno dicesse qualcosa a proposito del dollaro,
altro svalutato eccellente.
Siamo sicuri che se la moneta cinese fosse rivalutata
assisteremmo alla rinascita economica del manifatturiero europeo e americano?
Sicuro? A me sembra di no. Credo solo che ci troveremmo a fare i conti con
tassi di inflazione più elevati, che vista la spasmodica preoccupazione che
negli ultimi anni hanno assunto le politiche di contenimento del livello dei
prezzi, vuol dire denaro più caro. E
siamo sicuri, viste le ripercussioni sulla crescita mondiale, che sia saggio
frenare il colosso con gli occhi a mandorla?
14 / 11 / 2007
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