Te l’avevo detto io, te l’avevo detto
Chakib Khelil, presidente dell’Opec, conferma che il problema delle attuali quotazioni dell’oro nero non è dovuto (questa volta) a paesi produttori con il braccino corto, questa volta è tutto frutto di una bolla speculativa è causata dalla debolezza del dollaro.
aSecondo il ministro del petrolio algerino, in un mondo ideale senza speculatori, pagheremmo il petrolio 70$/barile. Questo scherzetto ci sosterà in 255€ in luce e gas, 10€ in più a pieno, e via dicendo.
Non è la prima volta che su questo sito vado dicendo che fino a che i produttori di petrolio verranno pagati con una moneta svalutata, il prezzo dei mitici 159 litri non è destinato a scendere significativamente. Perché un paese dovrebbe accettare di esser pagato meno, perché a questo equivale oggi esser pagati con il biglietto verde?
Sempre Khelil ci fa notare come il rincaro dei carburanti è dovuto anche alle tasse governative che gravano, per due terzi aggiungo io, sulla nostra bolletta energetica. Quello che il presidente Opec scorda di dire, è che, se le quotazioni attuali avvantaggiano i Paesi produttori, probabilmente è loro interesse far si che la bolla non si sgonfi. O no?
11 / 06 / 2008


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