Quo vadis Asia? Social BookmarkingTempo di incertezze. La paura della recessione Americana, di cui il crollo del dollaro è degno rappresentante, ha in questi giorni depresso e non poco le borse asiatiche, bruciando in toto i guadagni del 2008.
Oltre ad un mercato di sbocco con un potere d’acquisto menomato (0,6 per il Pil del IV trimestre), la continua svalutazione del biglietto verde vuol dire che sarà più difficile piazzare i propri prodotti sull’altra sponda del Pacifico. Cali su tutte le piazze, da Tokyo a Hong Kong, da Seul a Bombay.
Per un difetto di comunicazione, le voci di un imminente recessione americana, non devono essere arrivate in Cina, con la borsa di Shanghai intenta a macinare utili come se nulla fosse.
Dai magri risultati di Dell e American International Group, all’indice dei direttori degli acquisti di Chicago, inferiore alle attese, all’indicatore dell’attività manifatturiera (a 48,3) ed ai pessimi dati del settore immobiliare, non è un bel momento per la prima economia del pianeta e per chi sugli affari con gli Stati Uniti ha costruito le sue fortune.
04 / 03 / 2008 post<li>
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