Onu e Banca Mondiale lanciano l’allarme! È stato definito lo tsunami silenzioso. Perché sta mietendo vittime ma non occupa le prime pagine.
Anche nei prossimi mesi, a detta delle due istituzioni mondiali, i prezzi dei cereali resteranno alti. Con tutte le ripercussioni sociali del caso.
Ban Ki-moon, il segretario generale delle Nazioni Unite, ha già lanciato l’appello alla comunità internazionale: per risolvere l’attuale crisi servono almeno 2,5 miliardi di dollari.
In questi ultimi mesi, per la prima volta nella storia, il prezzo del riso ha superato i mille dollari/tonnellata, con un +16% solo nell’ultima settimana. Nei Paesi in via di sviluppo, per forza di cose i più colpiti dall’impennata dei prezzi, la situazione va surriscaldandosi.
Da qui la decisione di istituire una task-force congiunta Nazioni Unite-Banca Mondiale, per combattere l’emergenza e per prevedere misure che nel lungo periodo impediscano il riacutizzarsi del problema.
Come prima misura, la Banca mondiale sta pensando a finanziamenti a breve per i Paesi coinvolti.
Tra le altre richieste spicca la fine del divieto alle esportazioni deciso da alcuni Paesi, tra cui Argentina ed India, che se da un lato non sta risparmiando questi due Paesi dall’onda lunga della crisi, dall’altro sta contribuendo ad innalzare i prezzi sul mercato internazionale.
La situazione attuale è stata definita “un disastro senza precedenti”, ed ancora “se i Paesi donatori non risponderanno all'appello coprendo interamente la cifra richiesta, fame, malnutrizione e scontento sociale si diffonderanno come mai è avvenuto prima”.
29 / 04 / 2008


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