Marcia indietro di Bernanke
Social BookmarkingForse spaventato dell’impatto sulla moneta americana delle sue dichiarazioni, aveva praticamente annunciato nuovi tagli del costo del denaro, il governatore della Fed ritratta (che in gergo si dice precisa) le sue dichiarazioni: il taglio dei tassi è tutto da valutare.
Si dice di solito che un banchiere centrale che fa bene il suo lavoro dovrebbe essere noioso. Delle due l’una, o questa regola è falsa, oppure qualcuno dovrebbe ripensare le sue strategie.
La moneta europea ormai è a 1,51, ma non è la sola a fare la voce grossa nei confronti del biglietto verde: ai massimi anche yen e sterlina.
Come avevamo anche fatto notare ieri, ad ogni scivolone del dollaro corrisponde una casuale impennata del petrolio, come se chi ricevesse dollari in pagamento dell’oro nero volesse scaricare le perdite su qualcun altro (noi). Dollaro 1,51 euro = petrolio 102,08 dollari.
Ma se è vero che quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare, non poteva mancare la dichiarazione di G.W. Bush, che ha dichiarato che “non crede che l’America entrerà in recessione in futuro. E se lo dice lui, ci crediamo.
Bernanke sta rischiando grosso, continuando a svalutare prima o poi qualcuno potrebbe iniziare a credere che il dollaro non vale niente. E disfarsene.
P.s. Sembra di assistere alla scena de “l’aereo più pazzo del mondo” quando il segnale luminoso “No Panic” all’improvviso cambia in “Ok, panic”
28 / 02 / 2008
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