L’energia e il pessimismo
I costi delle materie prime energetiche stanno fiaccando il morale del primo consumatore del pianeta, quello americano. Ma non solo le quotazioni del greggio, ma anche la debolezza del dollaro, il calo del settore immobiliare e la crisi dei mutui.
È proprio in quest’ultimo settore che si stanno muovendo di più le associazioni dei consumatori, che chiedono, appoggiati casualmente dalla candidata Clinton, un contraddittorio congelamento dei mutui a tasso variabile.
L’americano medio è convinto che la situazione economica sia destinata a peggiorare, non è quindi tempo di spese pazze.
In un’economia normale, sarebbe una cattiva notizia. In un Paese in cui i consumi contribuiscono al 70% del reddito prodotto, è una mezza tragedia.
Bicchiere mezzo pieno per una ricerca Standard & Poors, secondo la quale le spese a stelle e strisce non solo non subiranno una contrazione, ma addirittura registreranno una moderata crescita.
06 / 12 / 2007