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La sfida dell’euro La moneta unica, anche per merito della politica estera statunitense, continua a guadagnare posizioni. Ultima arrivata la Slovenia, la forza attrattiva dell’euro inizia a farsi sentire Il quarto produttore di petrolio del mondo, l’Iran, ha recentemente dichiarato che utilizzerà per le future transazioni commerciali esclusivamente la moneta unica europea. Non solo. Funzionari di Tehran hanno reso noto che sono già state convertite in euro le riserve in valuta estera denominate in dollari. La mossa del Paese degli Scià non è così isolata. Ricordiamo che anche l’Iraq nel 2000 aveva provato a fare questa scelta, ed in tempi più recenti anche Chavez, il presidente venezuelano, si è espresso in questo senso. Il dollaro è ormai soggetto alle periodiche dichiarazioni dei banchieri di estremo oriente e Russia, che non perdono occasione per riaffermare la loro volontà di diversificare le riserve in moneta estera. Se da un lato quindi la moneta americana sta lentamente perdendo il suo appeal, con sempre maggiore sicurezza avanza l’euro. Anche escludendo i Paesi che solo formalmente non aderiscono alla moneta unica, come Andorra, Montecarlo, San Marino e Vaticano, dove la questione-euro non è stata praticamente mai posta, vi sono anche altri Stati dove la scelta della moneta unica è stata meno scontata. Ci riferiamo ad esempio al Montenegro ed al Kosovo, dove l'euro è ormai di uso quotidiano, a Cipro e Malta, che l'adotteranno nel 2008, ma anche, e soprattutto, alla Slovenia, che dall'inizio del 2007 ha portato a 13 i Paesi aderenti la moneta unica. Non dimentichiamoci poi che dopo l’esperienza con il franco, anche numerosi Paesi dell’Africa occidentale alle loro monete hanno affiancato l’euro. Trichet ha recentemente dichiarato che la politica futura della Bce continuerà ad essere improntata alla neutralità, senza incoraggiare né dissuadere chi decide di utilizzare l’euro. Più entusiasta Almunia, che ha indicato nella stabilità economica il maggiore vantaggio per chi aderisce. Il costo del denaro contenuto, la stabilità del cambio, ed il basso tasso di inflazione, sono i vantaggi che ottiene chi decide di pagare in euro. Non scordiamoci poi che la nostra moneta ha alle spalle un mercato interno superiore a quello americano, una maggiore solidità finanziaria (i deficit gemelli in Europa non esistono), ed un flusso commerciale più bilanciato. 24 / 10 / 2007
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