La Northern Rock ancora nei guai
Dopo lo scandalo subprime, un’altra grana si abbatte sull’istituto di credito inglese.
Se si fa beneficenza si hanno agevolazioni fiscali. Un principio da sempre valido nei Paesi di cultura anglosassone. C’è chi dice che sia proprio questo uno dei segreti della magnanimità di cui si sente parlare ogni tanto sui giornali.
Le banche, sono in primo piano per migliorare la loro immagine, che negli ultimi tempi si è leggerissimamente offuscata. E qui entra in campo la cara Northern Rock.
La banca simbolo dello scandalo dei mutui subprime, da un lato avrebbe beneficiato di cospicue riduzioni fiscali, dall’altro non avrebbe fatto la tanto sbandierata beneficenza.
L’inchiesta del Guardian ha scoperto che l’istituto inglese, controllata da un fondo offshore, creato per opere caritatevoli, non ha mai versato un pound, men che meno all’istituto per l’assistenza ai bambini affetti da sindrome di Down di Newcastle, a cui ufficialmente sarebbero finivano le donazioni.
La banca si è affrettata a dichiarare che rimedierà all’errore commesso, e che in futuro le opere caritatevoli saranno degne di questo nome. Come si fa a non credergli?
29 / 11 / 2007