La Fed riscrive le regole
Esistono le regole, ma anche le eccezioni. Negli ultimi sei mesi l’inflazione è aumentata di un punto e mezzo? I tassi sono scesi di oltre due punti. La priorità ora è un’altra, bisogna far respirare il sistema bancario e dare linfa al settore economico.
E quindi, tassi americani al 3%. Anche se la notizia era nell’aria, ha stupito un po’ tutti la decisione con la quale la Fed si è mossa. Secondo taglio in poco più di una settimana. Al -0,75% di qualche giorno fa si è aggiunto un altro mezzo punto percentuale.
Scettici i mercati europei ed americani, hanno accolto con maggiore entusiasmo la notizia i mercati asiatici, con Tokyo in prima fila.
Ad avvallare questa decisione, senza causarla, la pubblicazione del dato relativo la crescita economica del quarto trimestre 2007 (+0,6%), che ha portato la crescita tendenziale al 2,2%. Si tratta del dato peggiore degli ultimi 5 anni.
Il calo del mercato immobiliare la causa principale. Il vero motore dell’economia a stelle e strisce, i consumi, continuano a reggere, con un +2% del periodo ottobre-dicembre. I mercati finanziari, nel comunicato a margine della riunione del Federal Open Market Committee (Fomc, il braccio operativo della Federal Reserve), sono stati definiti “sotto stress”.
Ma la Fed ha negli anni conquistato quella che manca oggi ai rappresentanti delle altre banche centrali ed istituzioni finanziarie, la credibilità. Che sta appunto spendendo in questi giorni.
31 / 01 / 2008
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