La Fed è pessimista
Riviste al ribasso le previsioni di crescita per il 2008, dal 2,5-2,75% preventivato, aspettiamoci un valore compreso tra l’1,8% e i 2 punti e mezzo percentuali.
Da qui la fibrillazione dei mercati, che prima di Natale si attendono un altro taglio nel costo del denaro (dal 4,5% attuale), anche perché, vista la lentezza con cui questa manovra spiega la sua efficacia (12-18 mesi), bisogna sin d’ora iniziare ad intervenire per affrontare il 2,3-2,7% del 2009.
Nei tre anni presi in considerazione, non dovrebbero esserci grandi novità nel mercato del lavoro, che dovrebbe risentire solo marginalmente dal 4,8 al 4,9 per cento del rallentamento della prima economica del pianeta.
Un mercato del lavoro sotto tono si dovrebbe tradurre in un effetto positivo sui prezzi, invece, che (si spera) anche questa volta assorbiranno bene il caro energia. Questa una delle cause del previsto rallentamento, ma anche la crisi dei mutui subprime, che si sta allargando a macchia d’olio
22 / 11 / 2007