La Bce resta (noiosamente) in stato d’allerta
Trichet non perde occasione per ribadire la strategia che il board Bce sta portando avanti in questi mesi. La priorità prima è la difesa del livello dei prezzi, il resto viene in secondo piano.
Non stupisce quindi l’annuncio che nella prossima riunione, il massimo organismo della banca centrale europea potrebbe decidere di alzare di un quarto di punto il costo del denaro. La moneta unica ha, ovviamente, subito dimostrato di gradire questo genere di dichiarazioni.
Nell’eurozona, l’inflazione quest’anno dovrebbe aggirarsi intorno al 3,4%, per scendere di circa un punto percentuale l’anno prossimo. "L'incertezza sulle prospettiva di crescita è notevole", ha dichiarato il governatore della Bce alla commissione Affari economici e monetari del Parlamento europeo.
Non è mancato, nelle parole del n.1 dell’Istituto con sede a Francoforte, né il consueto richiamo alla spirale prezzi salari e neanche l’invito alle riforme strutturali (comprese ovviamente le politiche fiscali di risanamento).
Se è vero (ed è vero) che ad una banca centrale si chiede anche e soprattutto una politica chiara e coerente in tema di tassi di interesse, allora la Bce si sta comportando bene. Se è vero (ed è vero) che ad una banca centrale si chiede anche e soprattutto di essere noiosa, allora la Bce si sta comportando bene.
Se fosse azzeccata, ma questo come diceva un cantante, lo scopriremo solo vivendo, anche la politica dei tassi, saremmo di fronte al capolavoro.
25 / 06 / 2008


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