La Banca d’Italia lancia l’allarme
In un anno le sofferenze delle famiglie italiane sono cresciute dell’8,5%, che si tratti di rate sulla casa, e gli Stati Uniti insegnano, dei prestiti bancari per il credito al consumo, o più banalmente del conto corrente in rosso, poco importa.
La realtà è che le famiglie in difficoltà sono cresciute di otto punti e mezzo percentuali in un anno. La motivazione più ovvia è il carovita. Ma non sottovaluterei anche l’effetto della modifica dei pattern di consumo.
È proprio la composizione dei consumi ad essere cambiata. Quello che ieri era superfluo, per molti è diventato necessario, ed in presenza di uno stipendio reale in brusca discesa, e di tassi di interesse in salita, c’è poco da meravigliarsi.
È anche da segnalare il fatto che sempre più persone si rivolgono ad un istituto di credito per ottenere un mutuo (+10,3% nelle richieste), e per accedere al credito al consumo (+38 mld di euro in un anno): oltre ai fattori già citati, concorre quindi all’aumento delle sofferenze anche l’allargamento della base di calcolo.
I dati sono stati resi noti dalla Banca d’Italia, nel suo rapporto “Banche e Fondi comuni” .
10 / 01 / 2008