Il tesoretto? Non c’è. Tremano banchieri e petrolieri
Il neo ministro Tremonti getta l’Italia nello sconforto: il tesoretto non c’è. Paura, rabbia e delusione sono però scacciate via dal successore di Padoa-Schioppa: a pagare saranno petrolieri e banchieri. Meno male, quasi iniziavo a preoccuparmi.
Rizzo sul Corriere dice che il tanto invocato tesoretto invece ci sia. E che ammonti a circa 2-3 miliardi, frutto del recupero dell’evasione fiscale, e nascosto nelle pieghe di un’insolita prudenza in sede contabile. E mi sa che ha ragione.
La stima italiana inviata a Bruxelles parla di un rapporto deficit/Pil al 2,4%. Ma a Bruxelles, per una volta, sono ottimisti sull’andamento dei nostri conti pubblici, tanto da stimare un 2,3% nella peggiore delle ipotesi.
Perché allora, ad elezioni vinte, nascondere questo ben di Dio? Per aumentare i propri meriti nel caso in cui le cose non andassero malissimo, oppure per finanziare quei punti del programma per i quali autorevoli commentatori non hanno trovato l’adeguata copertura.
La seconda che hai detto.
11 / 05 / 2008


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