Il Ppi si fa sentire
L’indice dei prezzi alla produzione per il vecchio continente a dicembre, a causa delle quotazioni dei prodotti petroliferi, ha fatto segnare un preoccupante 4,3% tendenziale, in crescita rispetto al mese precedente (+4,2%).
Su base congiunturale, rispetto quindi a novembre, il Ppi (Producer price index, Indice dei prezzi alla produzione) è cresciuto di un decimo di punto, al pari dell’indice “core”, calcolato al netto delle variazioni dei prodotti alimentari e di quelli energetici.
Gli analisti, a fronte di +8,3% fatto registrare dai prodotti energetici nel corso dell’anno da poco conclusosi, avevano pronosticato correttamente questo dato.
Dato che il prezzo del greggio nel 2007 è raddoppiato, andrà ora verificato quanto le imprese riusciranno a depurare i prezzi finali dall’innalzamento del costo delle materie prime.
Appuntamento ai prossimi giorni, quando si riunirà il board della Bce che, non ha mai, al contrario degli omologhi americani, nascosto la sua priorità: il controllo dei prezzi. E quindi non ci dovrebbero essere sorprese: tassi fissi al 4% (denaro mai così caro negli ultimi sei anni).
04 / 02 / 2008
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