I subprime dietro la bolla
Ultimamente si sente spesso parlare di mutui subprime e di rischi ad essi connessi. Vediamo un po’ più nel dettaglio uno dei motori della bolla immobiliare
I subprime, sono i mutui cosiddetti “di minor qualità”, concessi a persone con capacità economica limitata, con una storia creditizia non proprio perfetta, oppure con altri debiti in corso. Se un tempo quindi a determinate persone sarebbe stato negato l’accesso al credito, ora viene concesso.
I subprime rappresentano il sentore dell’abbassamento progressivo della qualità del credito erogato dalla prima economia mondiale, che ha in questi anni contribuito a far schizzare alle stelle il mercato immobiliare statunitense.
Questi mutui vengono acquistati dalle banche, che li usano per emettere obbligazioni, tra le quali gli ormai famosi CDO (Collateralized Debt Obligations). Queste obbligazioni sono garantite dai crediti, i cui flussi di cassa servono a coprire il rendimento del prestito.
Se questi flussi di cassa si interrompono, ed è quello che sta accadendo negli ultimi mesi, perché a causa del rallentamento economico chi ha contratto mutui a tassi da usura non ce la fa più a stargli dietro, allora cominciano ad affiorare i problemi.
Si aggiunge a questo, anche il fatto che la bolla immobiliare ha fatto indebitare i consumatori per cifre spropositate. Quando è iniziato il fuggi fuggi dal settore edilizio, in prima fila ci sono state le banche, che hanno di conseguenza tolto il terreno da sotto i piedi alle società specializzate nei mutui ad alto rischio.
Oggi, il rischio di default delle società che erogano i subprime, dopo il caso della New Century Financial, che ha fatto richiesta dell’amministrazione controllata, fa tremare i mercati. L’istituto dell’amministrazione controllata, consente alle società di essere protetta contro le richieste dei creditori.
La maggior parte di questi istituti giace nel Charter 11, ovvero l'anticamera del fallimento. Lo scorso novembre sono state 23 le società di questo settore a dichiarare fallimento e Moody’s sta per retrocedere altri cinque istituti che operano in questo ramo.
Non si tratta di cifre di poco conto. La Mortage Bankers Association, ha stimato che nel 2006 il 13,5% dei mutui (nel 2000 era l’8%), è stato concesso a clienti a rischio. Per un totale di circa 1300 miliardi. In America si stanno moltiplicando le voci di chi chiede al governo di soccorrere queste società e di rafforzare la legislazione vigente.
Non a caso, Citigroup e Bank of America hanno preparato sei miliardi di dollari, da prestare all’1% alla NACA (Neighborhood Assistance Corp. of America), che punta ad per erogare mutui a condizioni più sostenibili.
Anche se in un anno le vendite di abitazioni sono scese dell’8,5%, con la vendita di nuove case che ha subito una contrazione del 3,9% solo a febbraio, questo fenomeno non sembra arrestarsi. Fredda l’analisi della NAR (National Association of Realtors), l’asssociazione nazionale degli agenti immobiliari, che prevede un ulteriore discesa delle quotazioni immobiliari. Nel 2007 il prezzo mediano delle case sul mercato dovrebbe scendere dello 0,7% a 220 mila dollari, il primo calo da quando nel 1968 iniziarono questo tipo di rilevazioni.
La Mortage Bankers Association ha rivelato che i subprime loans, insieme ai prestiti fatti a quei debitori che in passato sono stati insolventi, sono cresciuti del 13,3% nel quarto trimestre 2006.
24 / 10 / 2007
Luca Fiore
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