I dubbi dell’Europa Social BookmarkingDal Vecchio continente Juncker e Trichet fanno sapere di non gradire troppo la situazione attuale. La sottovalutazione del biglietto verde, che l’America sta usando per sistemare guai interni (e se ne provocasse di più grandi?), penalizza eccessivamente i nostri mercati.
Ma se i due leader europei hanno ragione, non ha probabilmente tutti i torti il direttore generale del Fondo monetario internazionale, Dominique Strauss-Kahn, che in un’intervista a “Le Monde” ha tentato di spiegare perché, finché si tratta di controllare i prezzi, in Europa siamo bravi, ma se il discorso si sposta sulla crescita economica, andiamo in difficoltà.
La massima carica del Fmi, sostiene che se da un lato la Bce, per quanto riguarda la politica economica, può contare su di una struttura forte, al contrario non possiamo vantare una gestione comunitaria della politica economica, un ministro delle finanze europeo per intenderci, che si occupi della crescita del Vecchio continente.
Così ci ritroviamo con l’inflazione sotto controllo ed una crescita sotto tono, ed in mezzo le difficoltà attuali, con il barile che spicca il volo verso quota 104$, e l’euro che dall’alto dei suoi 1,53 dollari comincia ad avvertire le prime, e comprensibili, vertigini:
all’Europa manca un centro decisionale in grado di traghettare le economie legate da un'unica autorità monetaria.
Con l’incertezza a far da padrona, tutti in fuga verso lidi sicuri, che si chiamano bond governativi e oro, che ormai punta quota 1000 dollari l’oncia (992 al momento).
04 / 03 / 2008 post<li>
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