I casi della vita Social BookmarkingI rialzi dell’oro nero non sembrano conoscere fine, ora il livello psicologico da abbattere è diventato 105 dollari al barile. Di riflesso (ed aggiungiamo noi, casualmente) anche l’euro miete record nei confronti del biglietto verde, con il quale (sempre casualmente) viene anche pagato il petrolio.
E sempre accidentalmente, l’oro scoppia di salute, ormai maturo per i mille dollari l’oncia. Io mi sono fatto l’idea che essendo il petrolio pagato in dollari, se chi viene pagato riceve una moneta svalutata, cercherà (con i mezzi a disposizione, che possiamo chiamare derivati, offerta di greggio, o altro) di recuperare il valore reale dei pezzi di carta che incassa.
Io mi sono fatto quest’idea. Che poi ci vengano a dire che l’impennata è dovuta al fatto che l’Opec non aumenta l’offerta (ed allora il prezzo dovrebbe rimanere stabile o al limite subire lievi aumenti) o che le scorte americane sono scese di 3,1 mln di barili (ma il prezzo non è aumentato anche con le scorte in crescita?), liberissimi di farlo. Ma qualche dubbio viene.
Quando i casi si sommano, e la verità è sfumata, cosa c’è di meglio che affidarsi al caro, vecchio e rassicurante metallo giallo?
06 / 03 / 2008 post<li>
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