Ecco perché il petrolio costerà 200 dollari
Arjun N. Murti, capo economista Goldman Sachs, l’unico che aveva previsto le quotazioni attuali, ci regala un’altra anticipazione (anche questa positiva): il trend rialzista è lungi dall’essersi concluso, nel 2009 potrebbe essere toccata quota-200.
La spiegazione dovrebbe essere abbastanza elementare, più consumi, meno produzione. Più consumi perché ci sono paesi come la Cina che dal 2001, con il greggio a 16 dollari –preistoria-, ad oggi ha più che raddoppiato i suoi consumi.
Dal punto di vista dell’offerta, Messico e Russia non riescono ad aumentare l’output, che è anzi destinato a scendere. Queste le cause strutturali. Non dimentichiamoci poi dell’instabilità iraniana, dei guerriglieri del Mend in Nigeria, degli uragani, delle dichiarazioni di qualche colorito capo di Stato…
Soluzioni? Per lo più rimedi. A fronte della crescita dei Bric (Brasile, Russia, India, Cina), tocca ai Paesi industrializzati provare a contenere la domanda.
L’autorevolezza della fonte del rapporto potrebbe innescare l’idea che conviene puntare sul futuro aumento del prezzo del greggio, scommessa che però farà aumentare i prezzi già da domani mattina.
07 / 05 / 2008


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