E questo sarebbe un rallentamento?
In India, dopo tre aumenti consecutivi, il costo del denaro dovrebbe stabilizzarsi. E questo perché il sistema economico comincia a risentirne. Nel terzo trimestre la crescita economica è stata solo dell’8,9%. Solo.
Numeri che ovviamente per il resto del mondo, Cina esclusa, rappresentano meri esercizi di fantasia. Tre volte i corrispondenti dati di Europa ed America. Ma per un colosso abituato ormai a viaggiare costantemente a doppia cifra, qualche preoccupazione la sollevano.
Questo risultato è dovuto in gran parte al rallentamento del settore manifatturiero (dall’11,9 all’8,6%), che in India, dopo anni di specializzazione nel terziario, sta sempre più prendendo piede.
La politica restrittiva della banca centrale potrebbe aver rinviato l’apertura dei nuovi stabilimenti Tata e Honda.
Le previsioni per l’anno finanziario, che si chiuderà a marzo, parlano di +8,5% con le esportazioni ferme al 23% del reddito nazionale, percentuale non altissima per questo genere di Paese (basti pensare alla Cina, dove le merci vendute all’estero rappresentano il motore della crescita).
Ma il futuro è roseo, e non potrebbe essere altrimenti. Negli ultimi 16 anni l’economia è cresciuta del 400%, e senza accentuare le disparità già presenti nel subcontinente: nella metà del tempo il reddito pro capite è raddoppiato.
30 / 11 / 2007