E chi li ferma più ?  Il petrolio verso 100, l’euro 1,50, e l’oro a 850. Quelli che sembravano poche settimane fa obiettivi impossibili si stanno lentamente materializzando. La correlazione negativa tra oro e dollaro è cosa nota e risaputa, alla debolezza di uno si accompagna sempre il buon momento dell’altro. Con il biglietto verde in agonia è normale quindi che il prezioso per eccellenza viva uno stato di grazia. Un oncia d’oro è ai massimi da 27 anni a questa parte, sopra gli 840 dollari/oncia (c’è anche la storiella di quello che aveva comprato 27 anni fa…). Il “paradiso” per gli operatori è rappresentato da quota 850, che manca dal gennaio 1980. Dall’inizio del 2007 il rialzo è stato pari al 31% Un’altra ragione dell’attuale forza del metallo preziosa è rappresentata dal rischio inflazionistico. L’oro rappresenta il bene rifugio per eccellenza, che se ne frega dell’inflazione, del petrolio che spinge i prezzi all’insù e di tutte le altre storie. Come sempre, in primo piano, il boom degli ETF sulle materie prime. Anche perché anche il platino e l’argento (1480 e 16,25 dollari l'oncia) sono praticamente nella stessa situazione del metallo giallo. 08 / 11 / 2007
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