Ci mancava Sarkozy
Imprenditori americani ed europei, politici, banchieri e gente comune: tutti avevano invitato la Cina a rivalutare la sua moneta, poteva mancare il Presidente francese? La risposta la conoscete già.
Per dimostrare il ritrovato feeling franco-statunitense, anche al Presidente francese Nicolas Sarkozy è toccato il compito di invitare le autorità cinesi alla rivalutazione dello yuan.
L’inquilino dell’Eliseo l’ha presa larga “un grande Paese deve avere una moneta forte”, ha dichiarato nel corso di una conferenza organizzata dalla Camera di Commercio francese a Pechino.
Questa visita arriva in un periodo caratterizzato dal +25% fatto registrare dal surplus con gli occhi a mandorla nei confronti dei Paesi aderenti la Moneta unica. Ovviamente la sottovalutazione, ormai cronica, dello yuan, è amplificata dalla forza dell’euro.
In presenza quindi di un sofferto +5,5% di apprezzamento sul dollaro dall’inizio dell’anno, lo yuan ha perso circa il 6% rispetto la nostra moneta. Da qui le rimostranze dei nostri imprenditori, che si rendono conto che per catturare sempre più ampie fasce di consumatori con gli occhi a mandorla, è necessario che lo yuan guadagni terreno.
26 / 11 / 2007