Chi ha parlato di stagflazione ?
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I prezzi alla produzione statunitensi, aizzati da carburanti, prodotti alimentari e farmaceutici, salgono di un punto percentuale a dicembre, doppiando le attese del mercato. Se questo incremento si dovesse riversare sui prezzi finali, ed in presenza di una crescita anemica, si potrebbe riparlare di stagflazione.
In precedenza, e questo aveva orientato non poco le politiche Fed, i prezzi alla produzione erano scesi dello 0,3 a dicembre, dopo il +2,6 di novembre. Per i prodotti alimentari, si tratta dell’incremento maggiore degli ultimi 3 anni.
Anche l’indice “core”, calcolato al netto dell’aumento dei prodotti alimentari ed energetici, i cui prezzi presentano un’alta volatilità, fa la sua figura, con un guadagno del 2,3% tendenziale e dello
0,4 per cento congiunturale.
Negli ultimi 12 mesi il PPI (Producer Price Index) ha fatto registrare un + 7,4%, il valore maggiore dal 1981, con il core che ha guadagnato 2,3 punti percentuali.
Questo dato non fa atro che confermare i mugugni che negli ultimi tempi sono stati manifestati dai componenti del Board Fed, perplessi sulla linea seguita dalla Banca centrale americana, che ha professato a più riprese di voler sostenere la crescita economica, anteponendola di fatto al controllo dei prezzi.
L’esatto contrario della nostra Bce. E c’è chi comincia a parlare di stagflazione, della contemporanea presenza cioè, di stagnazione economica ed inflazione.
26 / 02 / 2008
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