BCE: I “fondamentali solidi” di qualche mese fa non sono poi così solidi La Bce sempre più preoccupata, i famosi “fondamentali solidi” di qualche mese fa sembrano ora scricchiolare. Con il petrolio che non la smette di stupire, gli alimentari sotto pressione ed i salari che cercano una meritata rivincita, la “crescita è a rischio”.
Dopo il dato sull’inflazione del Vecchio continente, 3,6% su base annua nella zona euro e 3,8% nell’Europa allargata, oggi è arrivato l’ammonimento della Bce. Ovviamente il dato sui prezzi ha implicitamente rafforzato la strategia della Bce che si è differenziata dalla controparte americana per non aver usato in questi mesi l’arma dei tassi di interesse.
L’istituto di Francoforte è ora stretto da un lato dalla crescita anemica, e dall’altro da un’inflazione mai così alta. In parole povere lo spauracchio si chiama stagflazione. E per provare a contrastare questo virus non esiste vaccino, ma diciamo che se si hanno i conti a posto il ventaglio di misure per contrastarla diventa più ampio.
Le difficoltà che attraversano i mercati finanziari dureranno “più di quanto si pensasse inizialmente”, e l’effetto negativo non sarà (non è) circoscritto ai piani alti, ma si farà sentire anche sull’economia reale.
In questo contesto di belle notizie, l'euro si avvicina inesorabilmente a quota 1,60 dollari, ed i mitici 169 litri di greggio a New York superano per la seconda volta (la prima ieri) i 115$.
17 / 04 / 2008


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